Gennaro De Rosa:“a Casa Sanremo abbiamo dimostrato che l’antimafia sociale si può e si deve fare anche divertendosi”

A Casa Sanremo, anche per l’edizione 2018, ritorna Musica contro le mafie,l’associazione che, grazie all’impegno degli artisti coinvolti, sostiene ed è a sua volta sostenuta da Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie). Il progetto, giunto ormai all’ottava edizione, ha unito, e continua a unire, sotto la bandiera della legalità le voci di tanti artisti italiani.

Oltre ai tanti artisti coinvolti, quest’edizione avrà anche tante novità per quel che riguarda il Premio che, da quest’anno, sarà consegnato ufficialmente a Casa Sanremo, come ci racconta in quest’intervista, il Presidente e Direttore Artistico, Gennaro De Rosa:

L'intervista a Gennaro De Rosa
Gennaro De Rosa
– Come nasce la partnership con Gruppo Eventi?

Da un incontro fortunato e bello a Casa Sanremo 2015 con Daniela Serra: eravamo stati ospiti di un incontro su legalità e cittadinanza attiva in città e uno degli artisti che era con noi, Maurizio Capone dei BungtBangt, ci ha portati al Palafiori dove abbiamo conosciuto il presidente Russolillo. Il resto lo hanno fatto le affinità elettive e la condivisione di intenti.

–  Questa è l’ottava edizione del Premio “Musica contro le mafie“: quali sono le principali novità?

Con il coordinamento di Musica contro le mafie abbiamo l’obiettivo di non ripeterci mai, quest’anno la novità principale è rappresentata dal premio di quindicimila euro per la realizzazione di un tour, che assegneremo al rapper Picciotto per il brano Amarcord 2.0 risultato primo classificato. Questo è stato possibile grazie ad un bando diramato da Nuovo Imaie. Confermiamo comunque due vincitori, come ogni anno, assegnando l’altro premio a Chiara Effe con Non son buono. Altra novità importante è nella nuova formula della premiazione, nell’esibizione serale degli artisti vincitori a Casa Sanremo, nell’assegnazione di menzioni speciali importanti come quella del Club Tenco, di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, la targa Giovani Autori di SIAE, la joint venture con il concorso 1MNext per accedere al palco del Primo Maggio di Roma e tanto altro…

–  C’è un aneddoto legato alle passate edizioni che può/vuole raccontarci?

Gli aneddoti sono tantissimi e mi fa piacere raccontarne uno recente, in occasione della “5 Gironi di Musica contro le mafie”, una kermesse nella quale si tengono incontri, workshop, proiezioni, concerti, showcase e le finali nazionali del premio. Quest’anno abbiamo deciso, per la prima volta, di assegnare un premio speciale ai brani di 3 artisti affermati: Paolo Benvegnù, Rocco Hunt e Brunori Sas. L’aneddoto riguarda proprio quest’ultimo, la sua ironia e la sua sagacia.

Dopo il momento della premiazione, ringraziandoci ha detto che era felicissimo di ricevere questo premio e che riteneva giusto assegnare lui a noi un premio per il buon gusto nella scelta dei brani… la cosa ovviamente ha suscitato una risata collettiva di tutto il pubblico. Brunori è riuscito in quel momento a mettere in risalto uno dei nostri punti cardine: portare alla luce tematiche scottanti e complesse con leggerezza, che “non è superficialità ma è planare sulle cose dall’alto non avere macigni sul cuore”.

–  Quest’anno Casa Sanremo ospiterà un’importante premiazione del vostro concorso: come nasce questa scelta?

Questa è un’altra novità importante: da quest’anno i premi saranno consegnati ufficialmente a Casa Sanremo, che diventa teatro di un momento fondamentale del percorso di questi artisti che hanno deciso di usare le parole per diffondere buone idee e buone prassi. Parole che per noi devono essere supportate da esempi concreti e da un percorso di impegno quotidiano come cittadini responsabili e consapevoli.

Abbiamo scelto Casa Sanremo per questo importante momento conclusivo della nostra manifestazione perché, di anno in anno siamo riusciti, in sinergia con Daniela Serra e Vincenzo Russolillo, a creare momenti densi di riflessione sotto i riflettori del più importante evento di intrattenimento nazionale, a dimostrazione che l’antimafia sociale si può e si deve fare anche divertendosi e in luoghi come questo.