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Giampiero Daniello – Il bosco dei suicidi

1 – NOME AUTORE

Giampiero Daniello

2- TITOLO DELL’OPERA

Il bosco dei suicidi (Edizioni GPM; 2020)

3- CI PRESENTI IL SUO LIBRO

Il bosco dei suicidi nasce dalla volontà di raccontare dei fatti che, a quanto pare, sono realmente accaduti all’interno della  foresta di Aokigahara, in Giappone, ai piedi del monte Fuji.

In questa foresta, rigogliosa e primitiva, la gente si reca per togliersi la vita. I motivi reali sono ben diversi rispetto a quelli che vengono descritti dalle leggende, le quali mi hanno incuriosito ed affascinato e che mi hanno spinto a scrivere questo romanzo.

Si narra che nei secoli passati la gente malata, gli anziani, o i bambini, affetti da qualche handicap, venissero portati dai familiari in questa foresta per essere abbandonati e lasciati a morire di stenti. Con il passare degli anni, queste persone, ormai morte, si sarebbero trasformate in spiriti maligni, e per vendetta avrebbero attirato persone nella foresta per spaventarle tanto da farli morire, così da vendicare in qualche modo il torto che avevano subìto in precedenza.

Da qui nasce la trama del mio libro: due cineoperatori, amanti dell’avventura, che si imbattono su internet nella conoscenza di questa foresta e decidono di concedersi una vacanza avventurosa.

Quello che i due fidanzati ignorano è che quelle, che dovevano essere solo leggende, si trasformeranno nel peggiore dei loro incubi, trascinandoli in una spirale di orrore e morte.

4 – CI REGALI UN BREVE STRALCIO DELL’OPERA, UNA PARTE CHE LE È PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVA

Credo che non ci siano parti degne di nota nel mio libro perché in ogni estratto può celarsi qualcosa di interessante. Ogni capitolo si è rivelata una scoperta, un puzzle che si andava formando e che alla fine ha portato un bel risultato.Forse il climax descritto nel primo capitolo rende l’opera per me interessante e predispone positivamente alla lettura.

“Il freddo e gelido inverno sembrava non voler allentare la sua morsa sulla città. L’abbondante nevicata della notte precedente non aveva lasciato scampo alle case e agli abitanti di Trowbridge. Le temperature rigidamente sottozero, avevano imprigionato i cittadini nelle loro abitazioni, rendendo loro la vita decisamente difficile. Mitch era in casa, davanti alla finestra del suo soggiorno, ad ammirare il meraviglioso scenario innevato, che, come un lenzuolo immacolato, si apriva sul suo giardino e tutt’intorno. Le abitazioni del suo quartiere, graziose villette a schiera, si stringevano infreddolite tra loro, in attesa che l’inverno passasse, circondate da colorati e ben curati giardini d’estate, completamente congelati e stretti nella morsa del ghiaccio. Un quartiere residenziale e tranquillo, il suo, pieno di spazi verdi e alberi frondosi. In quei giorni però, i viali dei giardini, come le auto e gli alberi, erano interamente coperti di neve e Mitch si godeva quello scenario quasi magico. A poca distanza dal caos della città e straordinariamente lontano dai rumori brulicanti della stessa. Il cielo, di un bianco sbiadito, non faceva trapelare alcunché. Il sole, rintanato dietro le nuvole, rimaneva ben lontano dai tetti delle case, quasi volesse rimanere nascosto e rinunciare ad illuminare quel cielo ombroso e carico ancora di neve. I suoi occhi vagavano spensierati ed assorti lungo la distesa di neve che copriva il vialetto di casa, in quelle che sarebbero state le ultime due settimane di riposo prima di ricominciare a lavorare. Nella sua mente, ancora vivi e nitidi come mai, i ricordi della Germania, una terra incantata dove la foresta lussureggiante e selvaggia dominava incontrastata le vallate”.

4 – C’È UN ANEDDOTO PARTICOLARE CHE L’HA SPINTA A SCRIVERE QUESTO LIBRO?

Sono rimasto affascinato dalle leggende che giravano attorno ad Hokigahara. Gli spiriti che dimorano all’interno delle foreste mi hanno sempre attirato, incuriosito. Sono rimasto piacevolmente spaventato dalla visione del film “The Blair Witch Project”, ad esempio; erano anni che non provavo paura nella visione di un film horror. Questo è stato uno dei motivi che mi hanno spinto ancor di più a creare una storia che avesse come comune denominatore il terrore di perdersi in una foresta. Ho cercato di esprimere la paura che si potrebbe provare nell’accorgersi che qualcuno ti segue ed è costantemente alle calcagna; quindi, esprimere l’ansia che questa situazione potrebbe generare nelle persone.

5 – COSA SI ASPETTA DALLA PARTECIPAZIONE A CASA SANREMO WRITERS 2023?

Sicuramente la partecipazione alla vetrina letteraria di Casa Sanremo Writers è un’occasione importante, anche per ottenere maggiore visibilità; sarei un bugiardo, se dicessi che questa cosa non mi interessa. Oltre a ciò, spero di conoscere persone interessanti con cui potermi confrontare per migliorarmi nel campo della scrittura, che spero possa diventare un lavoro vero e proprio.

Amo scrivere ed amo creare storie da brividi; Spero, innanzitutto, che il mio libro piaccia e che sia valido.

Mi piacerebbe tra l’altro che l’Opera potesse essere notata anche in altre nazioni, come ad esempio l’Inghilterra, o proprio il Giappone. A tal proposito, vorrei chiudere dicendo che il libro è stato anche tradotto dalla casa editrice in dieci lingue, speriamo, quindi, che possa piacere anche al di fuori dei confini Nazionali.