L’intervista a Roberto Cerè

È uno dei mental-coach più seguiti a livello mondiale ed è anche uno scrittore best-seller. Roberto Cerè, per la prima volta, sbarca a Casa Sanremo, come uno dei fiori all’occhiello della rassegna Writers. Mercoledì 5 febbraio, alle 18.30 presso la sala “Teatro Ivan Graziani” del PalaFiori, presenterà i tre volumi di aforismi “Amore”, “Salute” e “Business” della Mind Edizioni e, in esclusiva, si racconterà a 360 gradi.
 
A Sanremo, all’interno della rassegna “Writers” di Casa Sanremo, presenterai la trilogia di aforismi Amore, Salute e Denaro: com’è nata questa tua ultima fatica letteraria?
Ognuno di noi cerca degli esempi da seguire. Siamo animali/esseri che si sviluppano grazie all’emulazione. Osserviamo, quindi replichiamo. Il problema molto spesso è che abbiamo attorno a noi degli esempi sbagliati da seguire, depotenzianti, fallimentari… Per questa ragione ho raccolto, in questi tre libri, gli aforismi, le frasi e i pensieri di persone eccellenti. In modo che potessero ispirarmi a essere una versione migliore di me stesso. Li ho inizialmente scritti per me. Una raccolta privata che portavo sempre appresso in modo da poterne trarre ispirazione all’occorrenza. Poi, spinto dalle richieste del mio pubblico, ho deciso, insieme all’editore, di farne una piccola collana. Oggi sono disponibili a tutte quelle persone che cercano l’eccellenza attorno a loro e dentro di loro. Inoltre, i ricavati della vendita (nello specifico i mie diritti d’autore) sono interamente devoluti alla Fondazione MICAP for Children Onlus, impegnata alla costruzione dell’orfanotrofio MICAP Village in Tanzania.
 
Tra gli altri libri, che ti hanno reso uno scrittore best-seller, a quale sei maggiormente legato?
“Se vuoi puoi” che quest’anno compie 10 anni. Un best seller assoluto nella sua categoria, per oltre 200 settimane nelle classifiche dei più letti nella manualistica del “self-help”. Scritto per aiutarmi a prendere decisioni più sane e funzionali. Ero in un momento della mia vita particolarmente incerto, dove mi ritenevo poco capace e spaventato del futuro. Affrontando i miei mostri e accendendo la luce nella grotta in cui mi ero rinchiuso, è nato “Se vuoi puoi”, un manuale pratico che guida il lettore in tre fasi fondamentali: 1. Come affrontare la realtà. 2. Come pianificare il futuro. 3. Come decidere e agire.
Oggi non sarei chi sono se non avessi scritto e applicato le strategie di “Se vuoi puoi”.
 
Sei uno dei mental-coach più richiesti a livello internazionale: approfittando del fatto che sarai a Sanremo, quali consigli daresti ai cantanti in gara?
Sanremo rappresenta le Olimpiadi di un cantante. Un appuntamento che può discriminare la carriera e le sorti di un artista. Questa tensione la percepisce anche il pubblico in sala e da casa. Ed è proprio nella gestione di questa tensione che lavorerei con gli artisti, paragonandoli a degli atleti Olimpionici. Trasformando la preoccupazione in emozione esplosiva. Ci sono degli esercizi specifici che si fanno con gli atleti in preparazione di grandi eventi. Induzioni mentali profonde, nate per fare focalizzare l’atleta solo su due cose: il momento in cui vince e la sensazione che sente/prova nel vincere. Queste due cose: l’atto finale della vittoria e l’emozione intensa, guidano il focus dell’atleta/artista a non soffermarsi sulla preoccupazione di cosa potrebbe andare storto, quanto invece sull’emozione della vittoria.
Un altro aspetto importante durante Sanremo credo sia il rapporto con la stampa. Molto spesso l’artista non è “preparato” ad affrontare la stampa, le domande, le punzecchiature. In quei momenti si giocano le simpatie e antipatie oltre che la loro immagine con il proprio pubblico.
 
È la prima volta che vai a Sanremo durante la settimana del Festival? E a Casa Sanremo?
Sì, la prima volta. Anche se vivo a Montecarlo, a 20 minuti di distanza dalla Città dei fiori, è la prima volta che entro nel mondo del Festival più amato al mondo.
 
Attualmente a quali altri progetti ti stai dedicando?
La costruzione dell’orfanotrofio MICAP Village in Tanzania e la guida del MICAP, il master internazionale in coaching ad alte prestazioni. Un’accademia di eccellenza dove gli studenti (tipicamente imprenditori, liberi professionisti e commercianti) si sfidano in un percorso di tre anni che li vede impegnati a correre la maratona di New York, sopravvivere in un bosco per 8 giorni/notti, scrivere e pubblicare un libro e superare severi esami e test per conseguire la certificazione in Real Result Coach. Venite anche voi il prossimo anno? (Sorride, ndr).