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Giorgio Privitera – Movie 2026

Autore: Giorgio Privitera

Titolo del progetto: Silenzio

Cosa ha ispirato l’idea di questo suo progetto audiovisivo?

L’idea di Silenzio nasce da una situazione molto semplice e molto comune. Una notte, tornato a casa dopo una classica serata con amici, mi sono ritrovato al buio, un po’ brillo, cercando di non fare rumore per evitare la furia dei miei genitori. Credo sia capitato a tutti almeno una volta.

Proprio questa universalità mi ha spinto a lavorarci sopra, insieme alla curiosità di capire quanti suoni e rumori diamo per scontati ogni giorno e quanto invece possano diventare fondamentali in una situazione del genere (e sicuramente anche l’alcool in quel momento ha influenzato).

Io sono un fumettista e Silenzio nasce inizialmente come storia a fumetti, realizzata per la mia tesi di laurea all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Tuttavia raccontare una storia sui suoni attraverso un medium statico mi è sempre sembrato un paradosso interessante, ma incompleto. Durante la realizzazione ho sempre immaginato Silenzio come un corto animato o un videogioco, ma solo grazie all’incontro con Rosa Maria Mauceri, ho trovato lo stimolo giusto per mettermi alla prova e realizzarlo personalmente in animazione. Sono felice di poter prestare anche la mia voce all’opera e portarla finalmente sullo schermo: tutto questo è pura adrenalina.

Descriva brevemente il lavoro che presenterà nel Salotto culturale di Casa Sanremo, utilizzando soltanto 3 parole per lei significative.

Suono, Camaleonte e Silenzio.

Qual è il messaggio principale del suo progetto?

Silenzio è una storia comune estremizzata attraverso il linguaggio del fumetto, del cinema e della musica. Mi interessa mostrare quanto possa essere divertente e sorprendente vedere il bizzarro nel quotidiano, riuscire a trasformare qualcosa di scontato in qualcosa di originale, un po’ alla Duchamp.

Durante il lavoro mi sono divertito a capire se, ad esempio, una bottiglia di plastica schiacciata producesse un suono grave o acuto, e ad assegnarle il potere di uno dei nemici. Questo mi ha portato a rivalutare tanti oggetti e suoni che prima avevo solo visto, ma mai davvero guardato, e soprattutto ascoltato.

Silenzio rappresenta anche l’inizio del percorso di Leon il Camaleonte, un camaleonte antropomorfo goffo e pessimista che non sa mimetizzarsi, né fisicamente né idealmente nella società. Questa storia segna l’inizio della storia di Leon, in una serie di avventure quotidiane e surreali, alla ricerca di un’identità. Mi rende orgoglioso presentare Silenzio a Casa Sanremo perché è proprio da qui che da qualche mese è nato Animantra, il brand che oggi raccoglie ed espande questa ricerca, mia, di Leon e, credo, un po’ di tutti.

Quali sono state le maggiori sfide che ha dovuto affrontare per realizzare questo progetto?

La sfida principale è stata tecnica. Io sono un fumettista, laureato in Fumetto e Illustrazione, e non un animatore. Non avendo il tempo, né le competenze per realizzare un corto animato fluido, l’unica strada possibile era trovare un linguaggio coerente con il progetto.

La soluzione è stata il motion comic: un fumetto statico leggermente animato e sonorizzato. Questo mi ha costretto a studiare come scomporre e animare le tavole, realizzare il foley e ideare una colonna sonora. Ho sacrificato molte ore di sonno, ma il risultato mi ripaga pienamente: non solo mi soddisfa, ma mi ha lasciato un bagaglio prezioso di nuove competenze.

Cosa significa, per lei, partecipare a Casa Sanremo Movie?

Partecipare a Casa Sanremo Movie significa entrare in un mondo che fino ad ora avevo osservato solo da spettatore. È anche un’occasione per far parlare Silenzio e Leon attraverso un linguaggio diverso dal fumetto, ma profondamente connesso ad esso.

Attraverso la mia partecipazione, mi lascio sorprendere dall’aria che si respirerà, dal confronto con altri progetti e, soprattutto, dai rumori che porterò con me nel mio bagaglio umano e creativo.