Autrice: Aura
Titolo Progetto: Aura
Cosa ha ispirato l’idea di questo suo progetto audiovisivo?
Sono Aura, artista e cantautrice crepuscolare. Il mio progetto rappresenta il modo in cui mi percepisco: una sfumatura variabile tra luce e oscurità. Non nasce tanto da un’ispirazione, quanto dalla necessità viscerale di esprimere finalmente il mio potere creativo. Aura, infatti, non è solo un nome d’arte: rappresenta il mio sé superiore, l’emanazione più alta e potente di me. Amo il cinema, ho studiato recitazione e la mia laurea in Design mi porta naturalmente a ragionare in modo visivo. Quando ho incontrato il mio produttore artistico Nic Gyalson, da sempre attivo nel mondo della musica per immagini, la mia voce ha trovato nuove forme espressive che convivono in sinergia: cantautorato, performance live e musica per il cinema. Lavorando al mio primo concept album, in uscita nel 2026, la mia musica si è evoluta in un progetto che per la sua natura evocativa — in un gradiente di generi che passa dalla colonna sonora fantasy all’art pop nordico, dal cantautorato italiano al progressive — si presta naturalmente al mondo audiovisivo. Parallelamente, questa collaborazione mi ha portata a prestare la mia voce per la colonna sonora del lungometraggio “La Leggerezza Sommersa” di Fulvio Mariani, un viaggio onirico sospeso nell’acqua. Quando ho sentito per la prima volta la mia voce in un cinema ho capito che non sarebbe stata l’ultima.
Descriva brevemente il lavoro che presenterà nel Salotto culturale di Casa Sanremo, utilizzando soltanto 3 aggettivi per lei significativi.
Crepuscolare. Potente. Organico.
Qual è il messaggio principale del suo progetto?
Se tutti seguissero la propria vocazione e dessero sfogo ai propri talenti il mondo sarebbe un posto migliore. Tutti veniamo su questa terra con dei doni e un potere infinito, e la missione dell’anima è quella di manifestarne le sfumature. Ho aspettato 25 anni prima di concedermi la possibilità di seguire i miei sogni. Ho lasciato che il giudizio degli altri mi bruciasse come una Strega sul rogo.
Tramite Aura, però, sono finalmente riuscita a tramutare quel rogo, il mio vissuto e il mio dolore in poesia, musica e rinascita. Per questo, attraverso la mia voce — dal cinema al palco — la mia missione è sempre e solo quella di esprimere la mia verità, ispirando le persone a fare lo stesso. Il messaggio che desidero trasmettere è chiaro: non possono ridurci in cenere.
Troviamo il coraggio di esistere senza paura di osare, di esprimere la nostra luce ed essere scintilla per chi è pronto ad accendere la propria.
Quali sono state le maggiori sfide che ha dovuto affrontare per realizzare questo progetto?
Fare musica sia nel mondo discografico che audiovisivo significa sapersi confrontare con il proprio team, mettendo da parte l’ego. Ogni progetto è diverso, è un lavoro delicato e complesso che richiede di mettersi continuamente in discussione per permettere all’arte di esprimersi nel modo migliore possibile. È un lavoro di squadra artigianale, fatto di persone, emozioni e strumenti veri che suonano e respirano insieme in modo organico. Usare la propria voce per fare musica è un confronto costante con i propri limiti, un viaggio profondo che ti cambia dentro.
La sfida più complessa per me è stata prendermi il mio spazio: abituata a esistere in funzione degli altri, non sapevo nemmeno più quali pensieri mi appartenessero davvero. Ho dovuto lavorare a lungo per costruire una mia visione del mondo, trovare il mio suono e togliere le maschere. Solo così sono riuscita a esprimere la verità che nasce dall’io più sincero, a dire finalmente la mia attraverso la voce più autentica rendendola riconoscibile e identitaria in ogni progetto.
Cosa significa, per lei, partecipare a Casa Sanremo Movie?
Nel mio percorso mi è stato spesso detto che la mia musica è troppo fuori dagli schemi per il settore discografico, troppo cinematografica. All’inizio questa idea mi destabilizzava, ma poi è diventata la spinta per creare una strada nuova che fosse totalmente mia. Avrei potuto adattarmi, ma mi sono rifiutata di credere che ci fossero dei confini a ciò che è possibile. Siamo parte dell’Universo e l’Universo non ha limiti, quindi perché noi dovremmo averne?
È vero, la mia musica è diversa, ed è questo il mio punto di forza. L’unica musica “giusta” per stare nel mercato, qualsiasi mercato, è quella che vibra sulla stessa frequenza dell’anima che l’ha creata e che risuona con chi è pronto ad accoglierla. Presentare Aura a Casa Sanremo Movie significa ampliare la mia risonanza per continuare a essere voce e frequenza, che sia su un palco, alla radio, in tv, o in una sala cinematografica. La colonna sonora e la voce nel mondo movie passano spesso in secondo piano, ma senza di essi oggi nessuna opera audiovisiva sarebbe davvero completa nella sua identità. Musica e cinema non sono mondi separati, devono nutrirsi a vicenda per creare ciò che conta davvero oltre ogni definizione: l’ARTE.