Vai al contenuto
Home » Brenda Li Quadri – Writers 2026

Brenda Li Quadri – Writers 2026

Autrice: Brenda Libera Li Quadri

Titolo dell’opera: Infinite Volte, Meno Una

Casa editrice: Self publishing

L’INTERVISTA

● Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Il mio libro nasce da un’urgenza personale. È diventato necessario per me, dopo molti cambiamenti ed esperienze, raccontare una storia che mi permettesse di mettere in prospettiva alcuni punti chiave della mia esistenza attraverso la creazione di un personaggio nuovo. Desideravo che Azzurra (la protagonista) potesse diventare una rappresentante degna e una voce fresca per trattare alcune delle condizioni che io, così come i miei coetanei, viviamo in questi tempi moderni.

● Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Vorrei che al lettore arrivasse il messaggio di trovare il coraggio di essere imperfetti in un mondo che ci esige costantemente impeccabili e iper-performanti. Spero anche che il lettore comprenda che l’insoddisfazione non è un fallimento, ma un segnale prezioso del cuore, che ci avvisa quando ci stiamo allontanando da noi stessi. Il mio messaggio è un inno alla ‘disobbedienza gentile’ verso le aspettative esterne: un invito a rallentare la corsa per riscoprire la propria direzione autentica.

● Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Senza dubbio, gli ultimi due capitoli del libro sono i più rappresentativi. La trama si snoda verso una conquista interiore: il momento esatto in cui Azzurra osserva la sua confusione e le sue incertezze, e comincia a vedersi sotto nuove spoglie, iniziando quindi ad abitarsi con consapevolezza. Rappresentano il risultato della mia evoluzione fino ad ora: onorare quella forza silenziosa che emerge quando decidi di smettere di dire ‘sì’ al mondo e inizi finalmente a dire ‘sì’ a te stessa, trasformando il caos e il dolore in lucidità.

● Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Rappresenta un ponte ideale tra le mie radici pugliesi e il respiro internazionale che ha segnato il mio percorso. Essere qui significa dare voce e dignità ai dubbi e alle condizioni di incertezza tipiche della mia generazione, portando la storia di Azzurra su un palcoscenico che è un amplificatore culturale unico. È l’occasione per dimostrare, tra autori affermati ed emergenti, che la letteratura può ancora essere una bussola collettiva per chi cerca il proprio posto nel mondo e che l’esercizio della scrittura può risultare non solo terapeutico, ma aprire anche porte inaspettate. E poi, desideravo essere a Sanremo fin da bambina. Addirittura presentarlo un giorno, ed esserci oggi con una mia opera, è fenomenale.

● La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Assolutamente sì. La scrittura, come la musica, vive di pause, ritmi e frequenze. Mentre scrivevo, immaginavo una colonna sonora per le avventure e i silenzi di Azzurra: i momenti di insoddisfazione hanno il ritmo sincopato di un battito accelerato, mentre la sua rinascita ha l’armonia di un crescendo orchestrale. Essere al Festival è la chiusura di un cerchio: parole e note condividono la stessa missione, quella di toccare corde profonde che spesso la logica non può raggiungere.