Autore o autori: Elisabetta Pamela Petrolati
Titolo dell’opera: SAMURAI E RYŪ. L’UOMO E IL DRAGO. Le protezioni umane e mitologiche
Casa editrice: Edizioni RP
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Questa raccolta di poesie nasce da un’urgenza personale. Come spiego nella Nota posta a fine raccolta, tutto ha avuto origine da una “visione”, una dimensione nella quale i poeti spesso viaggiano. La visione si è aperta lungo una strada giapponese e all’interno di una stanza, dove diversi uomini erano seduti attorno a un basso tavolo rettangolare. Una donna, proveniente dall’esterno e accompagnata da un uomo, entrava nello spazio ed era costretta a sottoporsi a valutazioni estetiche. Da questa visione sono stata progressivamente trasportata in un luogo-non luogo di matrice spazio-temporale giapponese. Sensazioni, immagini di interni, giardini, samurai, donne, riti e draghi si sono impossessati di una parte di me che oggi convive, nella quotidianità, con questa dimensione orientale.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Non essendo una raccolta di impegno civile, come lo è stata la precedente, l’opera non veicola un messaggio a sfondo sociale. Tuttavia, essendo profondamente impregnata dei valori del Bushidō, le poesie rimandano a un senso dell’onore e del coraggio ormai raro nel tempo presente. Le immagini interiori e il sentimento di un amore passionale ma, al contempo, trascendente trasportano il lettore in veri e propri “giardini di grazia”. Forte è anche il tema della protezione, bisogno primario dell’essere umano, inteso sia come sviluppo di una difesa personale attraverso addestramento e lealtà, sia come connessione con archetipi ed energie superiori. Una fusione che conduce al raggiungimento di una salda centratura spirituale.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Sicuramente la poesia Giardino giapponese, la prima scritta a partire da questa “visione” orientale. Rappresenta pienamente il mio modo sensuale di scrivere, legato all’interiorità e al sentimento amoroso.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Per me rappresenta innanzitutto una grande gioia, una festa in cui poter condividere con altri autori le esperienze personali di scrittura e un’occasione unica per imparare nuove cose, nuovi linguaggi e modalità comunicative.
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Assolutamente sì. La poesia è musica: ritmo, metrica, melodia, pausa, sinfonia. Musica e poesia viaggiano insieme dall’origine dei tempi e, aggiungerei, in modo inseparabile.