Autore o autori: Silvia Franchini
Titolo dell’opera: Dovevo sposare Cesare Cremonini
Casa editrice: Aletti Editore
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Il mio romanzo nasce dall’esigenza di passare dalla poesia alla prosa e dal desiderio di raccontare una storia leggera, ma non superficiale, pensata per diverse tipologie di lettori. È frutto di un’intuizione creativa che mi accompagnava da tempo e che ha trovato forma nel momento in cui mi è stata proposta la scrittura di un libro di narrativa. Fin da subito avevo chiaro cosa avrei voluto raccontare.
• Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Il messaggio più forte è senza dubbio l’ottimismo. La vita è imprevedibile, i sentimenti sono imprevedibili; talvolta, dunque, è consigliabile seguire la corrente, rischiare, mettersi in gioco e guardare sé stessi con autoironia. Ogni evento può infatti diventare occasione per svelare aspetti sconosciuti del proprio io e permetterci di evolvere. L’inatteso è spesso dono del destino.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Possiedo molte caratteristiche di Diletta, la protagonista. È autentica nella sua interpretazione, condivisibile o meno, del mondo che la circonda: romantica, sognatrice, idealista, sensibile e riflessiva, ma al tempo stesso determinata, affidabile e concreta. Ha piccoli e grandi difetti in cui mi riconosco e molte delle sue esperienze sono anche le mie, e forse quelle di tante persone come noi. Una frase che mi rappresenta?
«Quando credi di sapere come finirà, succede l’inimmaginabile. Dove posso firmare? Datemi la favola!»
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Sanremo è sempre stato un miraggio. Da bambina seguivo il Festival incantata davanti alla televisione, insieme ai miei genitori: una tradizione che è rimasta viva anche nell’età adulta. Non a caso il romanzo si apre e si chiude con una dedica alla kermesse musicale italiana per eccellenza, attraverso un sogno della protagonista che scende le celebri scale del Teatro Ariston. Se allora mi avessero detto che un giorno sarei arrivata qui con un mio libro, non ci avrei creduto. Oggi rappresenta per me un traguardo importante e, soprattutto, una possibile partenza, perché scrivere è parte essenziale della mia vita.
• La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Come si evince dal titolo, il romanzo è impregnato di musica. Diletta, fidanzata con Fausto ma ancora legata a Sebastiano, suo primo amore, decide di raccontarsi a quest’ultimo, come non ha mai fatto prima, attraverso quaranta messaggi vocali whatsapp. Tra le svariate tematiche affrontate, cita brani e autori che le ricordano momenti e persone. Un posto privilegiato nella playlist è occupato da Cesare Cremonini, il cantante preferito, colui che, ignaro, l’accompagna dalla giovane età, così da diventare il filo conduttore della storia. Generalizzando, la musica dialoga con me e con la mia scrittura da sempre, a partire dall’esordio nella poesia.