Autore o autori: Silvia Roccuzzo
Titolo dell’opera: Morgan e l’orologio senza tempo
Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Questa storia è nata molti anni fa, quando ero ancora poco più che una bambina. Ho sempre amato la scrittura, così come tutte le attività che richiedono creatività. Credo che scrivere sia una potente forma di comunicazione, capace di permetterci di raccontare qualcosa di noi stessi anche senza un interlocutore preciso. Non si tratta soltanto di parole, ma di emozioni e pensieri che, attraverso storie più o meno verosimili, lasciano un segno. Scrivere Morgan e l’orologio senza tempo è stato per me quasi un’esigenza: un modo per esprimermi liberamente, evadere con la mente, incontrare persone, visitare luoghi immaginari e sperimentare la libertà.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Spero innanzitutto che il lettore possa provare le stesse emozioni che ho vissuto io scrivendo questo libro: gioia, libertà e autenticità. Il messaggio più forte che desidero trasmettere è quello di essere sé stessi con tutte le proprie forze, credere in sé stessi e non rinunciare mai a ciò che si desidera realizzare. Il tema centrale è anche il tempo, spesso percepito come un tiranno che, con il suo scorrere inesorabile, ci impedisce di dedicare energia a tutto ciò che vorremmo. In questa storia, invece, il tempo diventa manipolabile grazie alla forza di volontà, fino a perdere la sua influenza. Pur trattandosi di un racconto di fantasia e avventura, spero che, attraverso le azioni dei personaggi e in particolare della protagonista Morgan, questo messaggio arrivi forte e chiaro.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Forse, per scherzare un po’, la frase «La Corona è MIA!», pronunciata dalla protagonista, mi rappresenta molto, perché mostra il suo attaccamento al ruolo di leader in ogni situazione. Tuttavia, più che una frase o una scena in particolare, credo che sia proprio lei, con il suo “ritmo di fondo”, a rappresentarmi. Morgan è inarrestabile, determinata e risoluta, non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere i suoi obiettivi, ma nasconde anche un cuore d’oro. Questo emerge in ogni sua sfumatura: dalle espressioni più ironiche alle battute sarcastiche, dai gesti di tenerezza al suo ingegno e alla sua incrollabile forza di volontà.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Essere qui rappresenta per me una splendida opportunità, della quale sono profondamente onorata. Spero che questa esperienza possa far conoscere la mia opera a tante lettrici e a tanti lettori, che magari potrebbero sentirsi ispirati dai personaggi e trovare una lettura originale e divertente. So che Casa Sanremo Writers è seguita da molti giovani e mi fa particolarmente piacere che possano venire a conoscenza del mio lavoro. Ritrovarmi qui è un’esperienza unica, che auguro anche ad altri autori di poter vivere.
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Assolutamente sì. Credo che la musica sia una vera e propria musa ispiratrice per la scrittura. Ne sono sempre stata appassionata e ascoltarla mi ha permesso di vivere emozioni che si trasformavano poi in pensieri e idee per le trame dei miei libri. Un ringraziamento speciale va alla musica dei Depeche Mode, che sono stati ospiti di Sanremo in più occasioni. Chissà che un giorno non ci si possa incontrare proprio qui, in un luogo dove l’arte, in tutte le sue forme, si fonde. In fondo, si può scrivere senza musica?
Sì, ma le storie non avrebbero mai lo stesso ritmo.