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Alessio Tanzi – Writers 2026

Autore o autori: Alessio Tanzi

Titolo dell’opera: Come una pecora su uno scoglio

Casa editrice: SBS Edizioni

L’INTERVISTA

Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Credo che in realtà sia stata la storia a venire a cercare me, e non il contrario. O meglio, è stato il suo protagonista. Un pomeriggio avevo appena scritto la parola «fine» al mio precedente libro e, all’improvviso, si è seduto al mio fianco Fermo Trimani, il protagonista di Come una pecora su uno scoglio, e ha iniziato a raccontarmi la sua vicenda. Più andava avanti, più mi appassionava. A tratti era serio, a tratti ironico, a tratti anche impaurito e, alla fine, siamo diventati buoni amici. Naturalmente Fermo Trimani è un personaggio di fantasia, ma in lui c’è molto del vissuto di tutti noi. Probabilmente questa storia era già nell’aria e io non ho fatto altro che coglierla al volo.

Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Ci sono diversi messaggi all’interno del libro; tra tutti, il più forte e ricorrente è la critica al modo in cui i media affrontano i casi di cronaca. Nella quotidianità c’è un’esasperata ricerca del mostro. Il mostro, infatti, ha il potere di tranquillizzarci: siamo tutti pronti a dire «io non sono come lui, quindi io non sono un mostro». Nel libro, invece, emerge che siamo tutti un po’ mostri. Nella vita vissuta nessuno è del tutto colpevole e nessuno è del tutto innocente.

Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Potrei dire che in una parte del libro ci sono proprio io. Chi mi conosce mi ha scovato facilmente. Ma, a parte ciò, in ogni personaggio c’è un po’ di me e un po’ di quello che mi circonda. Detto ciò, credo che ciò che più mi rappresenta nel libro sia l’atmosfera malinconica che lo pervade.

Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

È una nuova esperienza: stimolante, eccitante, intrigante. Un’esperienza che dà molta carica e, allo stesso tempo, infonde anche timore. In ogni caso, penso che un libro, per essere davvero tale, debba essere condivisione. Un libro non diventa un libro quando viene impaginato e stampato, ma quando viene letto, condiviso, discusso e anche criticato. Casa Sanremo Writers è il luogo adatto per trasformare una storia in un vero “libro”.

La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Certo. La musica è alla base della scrittura. Nel mio piccolo posso dire che la mia precedente pubblicazione, Queste notti (SBS Edizioni), ha una vera e propria colonna sonora, perché le immagini descritte con le parole assumono maggiore forza e impatto quando sono accompagnate dalla musica. Inoltre, devo ammettere che ammiro e, forse, invidio un po’ gli autori di testi musicali, capaci con pochi versi e qualche nota non solo di descrivere, ma anche di suscitare emozioni profonde. Un giorno mi piacerebbe riuscire a contenere un intero libro in una canzone.