Autore o autori: Francesca De Sio
Titolo dell’opera: I fantasmi della polvere
Casa editrice: Monetti Editore
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Nasce da un tentativo di rivalsa personale, per affrontare un periodo particolare della mia vita. In più, sono sempre stata curiosa di raccontare cose che capitano, di fatto, un po’ a tutti, ma dal mio punto di vista.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Spero che al lettore arrivi uno stimolo, una scintilla che lo spinga a fare di più, a continuare, ad andare avanti senza condannarsi, ricordando allo stesso tempo cosa conta davvero. A volte va tutto così veloce che lo dimentichiamo.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Ad oggi, credo sia la scena di uno dei capitoli finali, quando la protagonista, durante il viaggio di ritorno verso casa, pensa a tutto ciò che la attende, come se certe cose non la agitassero più, lasciando spazio a presagi misteriosi e piacevoli.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Significa tantissimo: attesta il fatto che qualcosa creato per sentirmi meglio inizia a diventare anche un po’ degli altri. Non potrei esserne più felice.
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Assolutamente sì. Io non faccio nulla senza musica. Il libro è una sorta di biografia delle mie esperienze e si può dire che ogni capitolo abbia la sua canzone; se dovessi usarne una per riassumerli tutti, sarebbe I’m Like a Bird di Nelly Furtado.