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Daniele Ossola – Writers 2026

Autore o autori: Simona Blasutig – Daniele Ossola

Titolo dell’opera: Rubli & Lire – ovvero corruzione senza confini

Casa editrice: PlaceBook Publishing

L’INTERVISTA

Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Con l’ambientazione a Milano, Mosca e Roma negli anni ’50, il testo è scritto a quattro mani con Simona Blasutig. Non fatevi ingannare dalla copertina. Non è un trattato di storia perché in questo romanzo c’è molta fantasia comunque coerente con vicende che parlano, per così dire, da sole. Il lettore s’immerge subito tra le maglie violente e arroganti del potere sovietico, tristemente attuale. Dopo la morte di Stalin, l’economia di guerra è ancora la stessa. A Mosca si cammina fra le mandrie di poveri individui che corrono, come cervi spaventati nell’incendio, da un negozio vuoto all’altro, alla caccia di prodotti che comunque non potranno permettersi di comprare. Alcuni personaggi e luoghi sono in parte reali, con il solo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Le esperienze della collega Simona in Italia e in Unione Sovietica sono state la base per la stesura del romanzo.

Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Madre Russia è una donna corpulenta che traduce il valore dei beni in denaro sentenziando pigramente, dando un senso con burocratica flemma e infine apponendo una firma incancellabile. E pensare che, almeno prima, la povertà – in salsa staliniana – veniva spartita, i facoltosi scarseggiavano non dando adito all’immaginario per non mettere oltremodo a repentaglio la psiche di chi aveva il portafoglio che piangeva. Chiunque, per mezzo del socialismo intransigente, si può vantare d’essere a servizio della nazione. Il popolo russo risulta penoso, costretto a soccombere a un eccesso di presunzione, garantito dal medesimo. Il problema si manifesta “sinistro”, a causa di uno sfacelo che risparmia niente e nessuno, a parte coloro che hanno modo di scegliere dall’alto come andare avanti.

Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

È il brano seguente che sintetizza il ruolo delle donne nella vecchia Unione Sovietica, il corpo fradicio e pesante della stagnacíja socialista, che si reggeva sulle loro gambe.

La giornata di Gorislava.

La sveglia squilla alle 5.30 sul suo comodino, “una sveglia tedesca” dice lei guardandola con un misto di orgoglio e di odio “che non perde mai un colpo”.

Squilla, e la guerra di Gorislava comincia.

Si alza, corre in bagno, sgorga il gabinetto otturato, schiaccia uno scarafaggio nella vasca, la riempie, accende il fornello, imburra il pane per la colazione, scuote i bambini, sgorga di nuovo il cesso, urla al marito che russa, abbassa il fuoco per non bruciare il salame che sfrigola, rattoppa il grembiule di Evgenij il piccolo, avvolge Isakij, il grande, in uno strato di panni contro l’inverno, stira la camicia al marito, toglie il salame dalla padella, dà lo sciroppo per la tosse al più piccolo, serve i figli e il marito, li spinge fuori dalla porta, corre nel bagno, stura il cesso ingorgato, “mio dio sono in ritardo!”, corre fuori dalla porta, scopre che l’ascensore è ancora guasto, rotola giù per le scale verso la fabbrica di cuscinetti a sfera e la coda nel negozio del salame.

Buongiorno, Gorislava.

Buongiorno a tutte le Gorislava che alla stessa ora del mattino rotolano dai letti per combattere la stessa guerra, friggere lo stesso ripugnante salame che qui serve da colazione, pranzo e cena, e tenere in piedi una casa e una nazione che in cambio ha dato loro settant’anni di stipendi da fame, statue di bronzo, file nei negozi e ora inverni di angoscia e di fame.

Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Un privilegio, un piacere poter condividere sensazioni, emozioni e vicende vissute alla luce del dramma che sta vivendo l’Ucraina. Ho proprio scelto questo romanzo per sensibilizzare sul fatto che sarà molto difficile modificare l’assetto territoriale e politico dell’Ucraina, finché qualcuno a Mosca decida come comportarsi. Per l’ennesima volta siamo alle prese con la legge del più forte.

La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Ecco raccontato, nel romanzo, l’incipit di una serata al Bolshoi.

Ho in mano i nostri biglietti per assistere al balletto “Il lago dei cigni” con l’orchestra diretta da Nikolaj Golovanov.

Essere al Bolshoi a vedere il famoso balletto di Tchaikoskj. Non sto più nella pelle dalla gioia. Sono appassionata di danza classica. Avrei rivisto il mio balletto preferito.

I miei occhi luccicano con una brillante intensità che mi fa sognare una futura esistenza, oltre a questa tribolata che sto vivendo, dove sarò alle prese solo con la terminologia a me tanto cara e familiare: pas de polonaise, allongée, balancé, en clôche, grand pas de chat, renversé, battement dégagé…