Autore o autori: Danila Trapani
Titolo dell’opera: Regina (terzo volume della “Saga di Crimson Mountain”)
Casa editrice: Self publishing
L’INTERVISTA
- Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Il mio libro nasce dal desiderio di dare forma a una storia che portavo con me da tempo, unendo l’invenzione narrativa a vicende realmente accadute tra Ottocento e primo Novecento in alcuni comuni rurali siciliani. Sentivo inoltre l’urgenza di dar voce a personaggi che mi tormentavano affinché raccontassi le loro vicende, creando così un connubio tra fantasia e memoria storica, senza sconfinare nel genere fantasy.
- Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Il messaggio che desidero trasmettere è rappresentato dai due protagonisti: da un lato Isobelle che lotta per affermarsi in una società non solo maschilista ma anche oppressiva con l’obiettivo di sovvertire un sistema tirannico e contrastare le disuguaglianze e la povertà del regno, affermando così il valore della resilienza e della giustizia; dall’altro Michael, segnato da crimini orrendi, che nel tempo riconosce i propri errori e intraprende un difficile cammino di redenzione. La sua vicenda testimonia come, anche quando il perdono sembra impossibile, la volontà di rimediare e di lottare fino alla fine rappresenti un valore profondo.
- Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
La frase che più rappresenta me ma anche il romanzo stesso è quella di Michael in riferimento al suo amore per la protagonista: «Ma l’amore, quello vero, quello che non avevo mai capito, non è una conquista. È l’esatto contrario. È sapere quando lasciare andare. È proteggere la persona che ami anche da te stesso. E capii che la più grande, unica e ultima dichiarazione d’amore che potessi fare a Isobelle era assicurarmi che il mostro che ero diventato non incrociasse mai più la sua strada.»
- Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Essere qui a Casa Sanremo Writers e condividere il mio libro è per me un’esperienza estremamente gratificante. Rappresenta un ennesimo importante traguardo della mia carriera professionale che oltre alla scrittura mi vede impegnata, attraverso la trasposizione dei miei romanzi, nel campo della cinematografia di animazione, dove i miei film sono risultati vincitori in importanti festival internazionali (tra i quali il Pulcinella Awards di Cartoons on the Bay, organizzato dalla RAI e il Mediterraneo Festival Corto). Non avrei potuto immaginare uno scenario o un modo migliore per celebrare il lancio del mio nuovo romanzo.
- La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Certamente, la musica dialoga profondamente con la mia scrittura. Essere qui a Casa Sanremo, dove la musica è protagonista, sottolinea un legame intrinseco tra le due forme d’arte. Proprio come un cantautore unisce testo e melodia per toccare l’animo, io cerco di dare ritmo e musicalità alle mie frasi. Ogni storia che scrivo ha la sua armonia, e la mia scrittura è un modo per tradurla in parole. Sia la musica che la scrittura raccontano storie e cercano di connettersi con il pubblico in modo universale, rendendo questo contesto il luogo ideale per presentare il mio romanzo.