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Lorenzo Aureli – Writers 2026

Autore: Lorenzo Aureli

Titolo dell’opera: Luci lontane

Casa editrice: Youcanprint

L’INTERVISTA

  • Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Il libro nasce come meta di un viaggio. È la punta di diamante di un progetto nato per caso, tramite una visione di scene come quelle di un film. Il messaggio all’epoca era ancora ignoto, ma con lo sviluppo della trama è emerso come in un setaccio l’obiettivo finale, che è anche un po’ il messaggio che, umilmente, desidera portare con sé.

  • Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

L’opera è l’epilogo di una trilogia. È un viaggio che non ha alcuna presunzione di insegnare qualcosa, al contrario, desidera mettere tutto in discussione. L’epoca in cui viviamo è satura di paure, ansie, desideri smodati di una vita perfetta e soprattutto la convinzione di avere il pieno controllo di ogni cosa. Quest’epoca sembra il festival del ragionamento portato all’eccesso.

Mettere tutto in discussione significa cambiare rotta. Imparare ad utilizzare il cuore, attraverso i sentimenti, invece del cervello che, con i suoi pensieri, il più delle volte riesce solo ad appesantire la nostra vita. Ascoltare e ascoltarsi è quasi sempre più importante dell’agire istintivo.

  • Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Di frasi ce ne sarebbero troppe da elencare. Farei fatica a sceglierne una in particolare, perché tutte sono propedeutiche al momento del loro inserimento nella trama. Non ci sono punti morti nella storia ma è un continuo susseguirsi di suspense. Però, il personaggio al quale sono più affezionato e che più mi rappresenta è l’ispettore Alberto Monte, un personaggio enigmatico. In lui tutti potrebbero identificarsi, perché incarna tutto il genere umano con le proprie fragilità e le proprie speranze. In lui non vi è gloria né successo senza merito, ma non è questo a renderlo speciale. Quello che lo contraddistingue è il mettere in mostra le sue fragilità, che decide di mostrare e di affrontare una ad una, per intraprendere così il percorso che potrebbe (dico potrebbe per non spoilerare niente!) condurlo all’ambita meta del viaggio.

  • Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Dopo essere stato selezionato al Salone Internazionale del Libro di Torino in maggio 2025, condividere questa mia opera qui, a Casa Sanremo Writers, lo considero la realizzazione di un sogno; è qualcosa che non si può descrivere a parole. Abbiamo da sempre l’abitudine a etichettare tutto nella vita, diamo un nome e un significato a ogni condizione e situazione, ma esperienze come questa sono la testimonianza che le emozioni vanno ben oltre rispetto alla possibilità di fornire una spiegazione. Le emozioni si vivono, non si descrivono. Non so dire da dove nasce un sorriso, non so dire quanto è profonda una lacrima di commozione e non so quanto può durare il battito accelerato del mio cuore quando stringo forte a me mia figlia, ma di una cosa sono certo: ciascuna di queste emozioni vorrei viverla mille volte, ogni giorno.

  • La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Il momento che dedico alla scrittura è la notte. Dalle 23 circa in poi accendo le frequenze, come ad esempio la 432 Hz, ed è come se entrassi in un altro mondo. La musica mi rapisce. È come se entrassi in contatto con un piano più elevato di consapevolezza perché porta con sé delle vibrazioni. Il silenzio è una tela bianca; la musica è la tavolozza che porta con sé tutti i colori dell’anima.