Autore o autori: Veronica Madia
Titolo dell’opera: IO. STELLA DEL MATTINO
Casa editrice: Self publishing
L’INTERVISTA
- Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
La mia opera nasce dalla voglia di leggere qualcosa che rompesse il muro del cliché. Volevo dare un volto nuovo a una figura che viene sempre rappresentata con i soliti canoni e offrire, per mezzo di essa, una possibilità di redenzione anche a chi crede di non meritarla.
- Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Avere dubbi fa parte della vita. Ci fanno vacillare, ci ostacolano, talvolta ci fanno esagerare, ma dobbiamo trovare il coraggio di affrontarli, compiendo anche gesti che non avremmo mai pensato di fare. Mi auguro che il lettore capisca di avere una seconda possibilità per ritrovare sé stesso.
- Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
“Un figlio merita la totale devozione di chi lo mette al mondo […].” Sono pienamente d’accordo con queste parole. I miei figli sono la mia priorità assoluta e vengono prima di ogni cosa. A loro devo tutto.
- Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Partecipare quest’anno, per la seconda volta, ha un valore inestimabile. Casa Sanremo Writers è uno degli eventi più importanti a livello nazionale ed essere qui mi fa pensare che, forse, qualcosa di buono l’ho fatto davvero. E ancora mi sembra incredibile! Mi sento estremamente emozionata e fortunata all’idea di poter condividere la mia opera in un palinsesto di tale portata.
- La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Fanno entrambe parte della mia vita; l’una è complementare all’altra. La scrittura è il mezzo attraverso il quale riesco a mettere nero su bianco le emozioni che percepisco tramite la musica. Mi sorprende ogni volta l’ispirazione che riesco a trarre da quest’ultima; l’ho sempre vissuta attraverso la danza, fa parte di me da che ne ho ricordo, ma scrivere mi apre gli occhi su mondi completamente diversi e non potrei più farne a meno.