Autore: Riccardo Alberto Mangiacapra
Titolo dell’opera: La Tela di Archimede
Casa editrice: Spirito Libero
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
In realtà il libro nasce da un racconto scritto per un concorso letterario sulla parità di genere, volevo parlare delle disparità nella nostra società che non sono solo quelle tra uomo e donna, ma anche quelle che si vivono nel mondo del lavoro e in particolare in famiglia.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Il romanzo è apparentemente caratterizzato dai rapporti che si vivono in famiglia; in realtà, pur essendo un uomo il protagonista, il racconto traccia un mondo femminile in un percorso che abbraccia più di cinquanta anni della storia italiana.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
La storia pur prendendo nome dal protagonista, traccia il profilo di tutte le donne presenti, in momenti diversi, nel cammino di Archimede. Se penso ad una frase che rappresenti il libro, mi viene in mente “ I lupi si riconoscono tra loro dall’ululato”. Questo perché il mondo è pieno di lupi, che al momento giusto sanno riconoscersi tra di loro, anche se appartengono a mondi diversi, a culture diverse.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Casa Sanremo Writers è, secondo me, una vetrina unica riservata a noi autori, perché condividere gli spazi con tanti artisti è sicuramente stimolante per chi scrive, ma non solo. Respirare l’atmosfera del festival è una cosa meravigliosa che avevo già provato da spettatore. Questa volta, esserci dentro è pazzesco.
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Sicuramente nei miei romanzi spesso ci si imbatte in qualche titolo di disco che mi piace, ma non è solo quello; essendo anche un autore che scrive poesie, prediligo i testi che raccontano, e la musica che li accompagna: non dico nulla di nuovo se affermo che certe canzoni, appartenenti al repertorio del cantautorato italiano, sono delle vere e proprie poesie da studiare.