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Linda Maccarini – Writers 2026

Autore o autori: Linda Maccarini

Titolo dell’opera: Cento modi per sposarsi

Casa editrice: Rossini Editore (Gruppo Santelli Editore)

L’INTERVISTA

Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Cento modi per sposarsi è un’intuizione creativa unita a un’urgenza personale. Ho iniziato a scrivere questo libro a inizio 2021, nel pieno periodo segnato dal COVID. Scrivere è stato per me un toccasana, un modo per uscire dalla zona grigia di quel momento, per distrarmi. La storia di Tiffany, Mary Jane e Andrea mi ha fatto soprattutto divertire, e credo che non ci sia cosa migliore per uno scrittore che divertirsi mentre scrive le sue storie. Il tema del matrimonio, poi, merita di essere sviscerato nelle storie d’amore, anche in una versione più profonda. Il fatto che il libro sia ambientato nel periodo della pandemia è una nota aggiunta, in quanto questo evento mi ha dato la possibilità di riflettere su concetti importanti, quali il significato di “contenuto” e di “forma”, le relazioni interpersonali, il concetto di libertà, personale e in coppia. Il tutto con tanta ironia, perché alla fine è questo ciò che ci permette di andare avanti nella vita, prendersi gioco di noi stessi e sorridere, soprattutto di fronte alle difficoltà.

Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Prima di tutto, spero che il lettore possa svagarsi leggendo la mia opera. Anche se ambientata in pandemia, l’ironia fa da protagonista. Riguardo al messaggio, in un momento storico in cui la forma sovrasta il contenuto e l’apparenza delle cose è tutto, questo libro cerca di far riflettere sull’importanza della sostanza, dei principi profondi che stanno alla base di ogni cosa, del “perché” facciamo qualcosa e non del “come” lo facciamo. E poi il libro è un inno alla libertà. Libertà di fare le proprie scelte, di non conformarsi a schemi precostituiti, di essere ciò che vogliamo essere, anche se gli altri, o la società, avevano piani diversi per noi.

Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Sicuramente la parte finale del libro è quella in cui mi identifico maggiormente. Sento di avere un legame speciale con una delle tre protagoniste del libro, Andrea, polacca naturalizzata londinese, ma anche con la wedding planner, Ilary McPherson. Il suo discorso sul matrimonio è indubbiamente la parte che preferisco di più.

Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Per me è una grande opportunità poter condividere questo libro in un contesto ampio come Casa Sanremo Writers. Spero che un numero sempre maggiore di persone possa venire in contatto con la mia scrittura, scoprire anche i miei libri precedenti e quelli nuovi che verranno nel prossimo futuro.

La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

La musica è una componente sicuramente importante per la mia scrittura. Ci sono canzoni che hanno segnato alcuni passaggi, altre che hanno dato vita a veri e propri incipit, altre ancora che hanno segnato la mia vita e che hanno poi avuto un ruolo fondamentale nella stesura di alcune scene. La musica, come la scrittura, è arte. E l’arte è ciò attraverso cui esprimiamo noi stessi, nel bene e nel male, guarendo a volte le nostre ferite, dandoci la possibilità di costruire con ciò che viene distrutto.