Autore: Enio Drovandi
Titolo dell’opera: Ti vogliamo bene Francesco Nuti
Casa editrice: ASI Spettacolo/ ASI Cultura
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
In principio ho scritto, diretto e interpretato un film che ha il titolo e la storia ripresa poi in questo libro. Il libro, però, è una storia a fumetti. Grazie all’arte di Osvaldo Salerni, come si legge sulla copertina: “ Il cinema si fa fumetto!” Tanti anni fa, alla metà degli anni 80, ero a Roma, giovane attore in cerca di parti, senza soldi e con tanti sogni. Ma se questi correvano nella mia mente, gli affitti da pagare e la mancanza di denaro erano problemi ben più urgenti. Così, chiesi un piccolo aiuto a due attori toscani famosi, Roberto Benigni e Francesco Nuti. Entrambi mi dettero dei soldi per pagare le pigioni, in modo da poter restare a Roma, stabilirmi e fare una carriera di grande successo, grazie a titoli come “Sapore Di Mare”, “Amici Miei”, “I Ragazzi Della Terza C”. Soldi che, poi, ho ovviamente reso. Nel tempo, Benigni non ha avuto in concreto bisogno che io facessi qualcosa per lui come ringraziamento tangibile. E a quel tempo nemmeno Nuti. Ma quando a Francesco è capitato tutto ciò che sappiamo e il mondo del cinema e tanti pseudo amici lo hanno abbandonato (famiglia e pochi amici a parte), ecco che io ho pensato fosse giunto il momento di fare qualcosa per lui, per rendergli quel famoso “grazie” per avermi aiutato da ragazzo. Così ho scritto questo film per raccontare, attraverso il suo cinema, i valori e i sentimenti che non dovremmo mai abbandonare. Grazie alla produzione FilmIn’ Tuscany, e a tutti gli attori e i tecnici che hanno lavorato “ gratuitamente” ho potuto realizzarlo. E il grande successo che ha avuto in Tv mi ha restituito immenso piacere.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Come diceva mia mamma con la sua quinta elementare: “ Enio alla gente si deve voler bene quando c’è, non quando non c’è piu!” E come rispondeva mio padre, con la seconda elementare: “ Enio ricorda anche che dietro a un carro funebre non ho mai visto il cartello “Traslochi”! Non si porta via nulla, tranne l’amore dato e quello ricevuto”
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Sicuramente la parte in cui si sottolinea la vera amicizia, nella scena tra il campione del mondo, Paolo Rossi, e Francesco Nuti, campione d’incassi. Poi la bellezza dell’amore tra padre e figlia, che durante il Festival di Sanremo del 1988 cantano insieme la bellissima canzone “ Sarà per te”. Infine, il viaggio onirico e narrativo di un nonno che spiega la vita al piccolo nipote.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
Essere qui, in un contesto tanto prestigioso, è fantastico. Cinque anni fa, proprio a Casa Sanremo, assieme a tutto il cast, abbiamo presentato il film in anteprima, omaggiando la figlia di Francesco Nuti, Ginevra, con un premio consegnatole dal patron, Vincenzo Russolillo ( che ha ricevuto a sua volta un premio da me per aver avuto la sensibilità di ospitare questo progetto). Questi sono stati e sono tuttora per me motivi di orgoglio.
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Certamente. In questo caso, poi, ancora di più. Diciamo che è quasi come una “ Trinità”: c’è la musica, c’è il cinema, c’è l’arte figurativa del disegno! Il tutto, sotto l’altro patrocinio della Fantasia, che in una alchimia diventa scrittura.