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Assunta Tramonti – Writers 2026

Autore: Tramonti Assunta

Titolo dell’opera: Le ali dell’ottimismo. La bella époque e la saga incantata dei Florio

Casa editrice: RPlibri

L’INTERVISTA

• Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

Il libro nasce dal desiderio profondo di comprendere e di raccontare un’epoca che ha segnato in modo decisivo la modernità europea e italiana. Non è stata una storia cercata per caso, ma una storia che chiedeva di essere ricomposta e interpretata nella sua interezza: la Belle Époque, con le sue luci e le sue ombre, e la vicenda emblematica della famiglia Florio, simbolo di ascesa, visione e inevitabile declino. L’urgenza è stata quella di restituire complessità a un periodo spesso idealizzato, segnato da un’intensa stagione di invenzioni e di trasformazioni, dallo sviluppo della comunicazione di massa ai progressi della medicina, dalla nascita del cinema alle grandi innovazioni tecnologiche e industriali, con Parigi protagonista assoluta, capitale delle Esposizioni Universali e laboratorio culturale della modernità. Dietro l’ottimismo e l’idea di progresso convivevano, tuttavia, profonde contraddizioni sociali, economiche e umane. Un mondo raffinato e dinamico che trova il suo epilogo drammatico con l’inizio del primo conflitto mondiale, evento che segna la fine irreversibile della Belle Époque e l’ingresso in una nuova, inquieta stagione della storia europea.

• Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Il messaggio centrale invita a guardare al progresso con uno sguardo più umano e consapevole: non è mai lineare né garantito per sempre. La Belle Époque splende come un’epoca di entusiasmo e fiducia nel futuro, ma sotto quella luce si nasconde una fragilità profonda, fatta di tensioni sociali, disuguaglianze e cambiamenti che avanzano troppo in fretta. La saga dei Florio rende tutto questo ancora più toccante: la loro fortuna, costruita con tenacia, intuito e coraggio imprenditoriale, sembra per un lungo periodo inarrestabile. Eppure, con Ignazio Florio, il peso di un’eredità immensa e di un mondo che sta cambiando troppo velocemente si trasforma in sfortuna e declino. La sua vicenda personale diventa simbolo di un successo che si sgretola, ricordando quanto anche le dinastie più potenti restino esposte all’instabilità del tempo e della storia.

• Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Il personaggio che più mi rappresenta non è una singola figura, ma le donne della Belle Époque, in particolare quelle della dinastia Florio, capaci di affermarsi con forza e sensibilità in un mondo che spesso lasciava loro poco spazio. Tra queste emerge Franca Florio come autentica figura della modernità: elegante, colta e carismatica, capace di incarnare un nuovo modello di donna, libera e consapevole del proprio ruolo. Attraverso intelligenza, determinazione e visione, queste donne hanno saputo guardare oltre i confini del proprio tempo, trasformando intuizioni e resilienza in una presenza concreta e influente. Le loro storie racchiudono lo spirito della Belle Époque: audace e luminosa, ma anche fragile, esposta alle contraddizioni di un’epoca che cambia troppo velocemente.

• Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Essere qui, a Casa Sanremo Writers, significa per me entrare in uno spazio dove le parole prendono vita e dialogano con le altre arti, dalla musica alla pittura, creando un’esperienza sensoriale e culturale completa. Significa portare la mia storia in un contesto che valorizza memoria, cultura, identità e creatività, trasformando il lavoro di ricerca e la narrazione in un momento di incontro autentico con chi ascolta. Condividere il mio libro qui non è solo presentarlo: è permettere al passato di parlare al presente attraverso la forza della parola, dell’arte e della musica, facendo sentire a chi partecipa la rilevanza e la bellezza delle storie raccontate. È un’occasione preziosa per creare un terreno comune di emozioni e di riflessione, dimostrando che scrittura, arte e musica insieme possono essere strumenti potenti di connessione e di condivisione.

• La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Sì, la musica dialoga profondamente con la mia scrittura, diventando quasi un’eco che accompagna le parole e ne amplifica il significato. La Belle Époque, che racconto nel mio libro, è stata un’epoca di straordinario fermento culturale, un tempo di nuovi ritmi, di salotti e di teatri, di incontri e di scoperte, in cui la musica era parte integrante della vita quotidiana e dello spirito del tempo. Come la musica, anche la scrittura cerca armonia, non una calma uniforme, ma un equilibrio fatto di contrasti, pause, accelerazioni e sospensioni, capace di restituire le tensioni e le emozioni di un’epoca. La parola e la musica raccontano le trasformazioni della società, i sogni, le speranze e le fragilità collettive, strumenti di narrazione che parlano al cuore delle persone. In questo contesto, il dialogo tra scrittura e musica diventa naturale, necessario, quasi inevitabile: le note e le frasi si intrecciano, si completano e si rispondono, trasformando la storia in un’esperienza viva, sensoriale, capace di far sentire chi ascolta parte di quel mondo, di quelle emozioni, di quella Belle Époque. È un incontro tra le arti che rende ogni racconto più ricco, più intenso, più umano.