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Antonio Bonagura – Writers 2026

Autore o autori: Antonio Bonagura

Titolo dell’opera: Portami via da qui

Casa editrice: La Caravella Editrice

L’INTERVISTA

Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

È la tessitura di esperienze vissute che si fondono e si intrecciano per creare una narrazione unica, capace di dare vita a un unicum che prova a racchiuderle in una sola storia.

Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

La difficoltà di affrontare l’iter adozionale, che si rivela particolarmente arduo a causa delle complesse pratiche burocratiche da superare, mettendo in luce l’insufficienza di una normativa capace di agevolare le coppie adottive abbreviando le lungaggini cui sono sottoposte (oggi i tempi medi di attesa per un’adozione si attestano tra i tre e i quattro anni). A ciò si aggiunge la debolezza del quadro giuridico transnazionale, che non riesce a regolamentare in modo efficace né a contrastare il flusso costante di migranti tra i vari Paesi, lasciando ampi margini di manovra alle organizzazioni criminali che lucrano sfruttando situazioni e condizioni di estrema difficoltà.

Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Più che rappresentare me, una delle scene che meglio restituisce l’atmosfera del libro è quella che descrive l’incontro tra il magistrato del Tribunale per i minorenni e il futuro padre adottivo, che riporto integralmente qui di seguito: «La dottoressa, quasi compiaciuta dalla reazione di Osvaldo, forse per lei prevedibile, si alzò e, slacciandosi la sciarpa di seta che aveva al collo, lo guardò negli occhi con fare provocante. Poi andò a sedersi su una delle poltrone di fronte a lui, accavallando maliziosamente le gambe e mostrandole senza esitazione».

Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

L’atmosfera che si respira qui a Sanremo è, come sempre, inconfondibile. Ho già avuto il privilegio di viverla nel lontano 1995, grazie a un accredito speciale ottenuto tramite il mio ufficio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quell’anno, durante la 45ª edizione guidata dal leggendario Pippo Baudo con Anna Falchi e Claudia Koll, assistetti alla serata finale, segnata dalla vittoria di Giorgia con Come saprei. Conservo un ricordo estremamente vivido e piacevole di quell’esperienza. Colgo inoltre l’occasione per ricordare il Maestro Peppe Vessicchio, figura indimenticabile che, pur avendoci lasciato di recente, continua a vivere nel cuore di tutti. Oggi spero che un palcoscenico prestigioso come Sanremo possa favorire la realizzazione di quella che definisco la mia “impresa”: trasformare una sceneggiatura in un prodotto audiovisivo. La base di tutto è il mio romanzo Portami via da qui. Dopo averne realizzato un adattamento cinematografico lo scorso anno, l’ho candidato alla 24ª edizione del Premio Massimo Troisi, dove mi è stata conferita una Menzione Speciale. In quell’occasione, i giurati Mariano Rigillo e Nunzia Schiano, insieme al direttore artistico Gino Rivieccio, mi hanno fortemente incoraggiato a proseguire verso la produzione. L’impresa a cui mi sto dedicando oggi con tutte le mie energie è proprio questa: trovare una casa di produzione che creda nel progetto e riesca a portarlo sullo schermo, grande o piccolo che sia. Mi auguro sinceramente che l’energia e la visibilità di Sanremo possano far decollare questo sogno.

La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Sfruttando la risonanza del brano Napul’è di Pino Daniele – ormai punto di riferimento nel panorama musicale globale – ho creato una vera e propria cassa di risonanza emotiva che, accompagnando momenti chiave della narrazione, stabilisce un’intensa interazione tra musica e testo scritto.