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Antonella Prudente – Writers 2026

Autori: AA.VV. a cura di Antonella Prudente

Titolo dell’opera: La parola e il silenzio dei Palatucci. Educazione cristiana di una famiglia

Casa editrice: Efesto

L’INTERVISTA

Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?

È un libro che nasce da un’urgenza personale: la ricerca affannosa dei valori nella realtà che viviamo; da un’intuizione creativa maturata nel confronto sul tema dei valori e della storia tra docente e allievi; e, infine, nasce da una storia che abbiamo cercato: quella di Suor Celeste Palatucci, dell’Ordine delle Suore degli Angeli, fondato dalla Beata Maria Serafina del Sacro Cuore (Clotilde Micheli).

Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?

Esiste ancora la possibilità di provare a vincere il male con il bene. In un tempo che sembra un punto di non ritorno, in cui amare è difficilissimo e perdonare appare assurdo, dovremmo ricominciare a pensare che la vita umana non si tocca. Esiste il male, ma esiste anche il bene. Siamo ormai talmente abituati alla violenza, segnati dall’odio, che abbracciare la vita, qualunque colore possa avere, e affrontarla diventa un miracolo. Eppure basterebbe tornare ai valori, come quelli coltivati dalla famiglia Palatucci, per guardare a un futuro senza guerre. Il messaggio centrale è che la prudenza è la forma più concreta della saggezza: è la capacità di trasformare la conoscenza in azione giusta. Nel libro cerco di restituire alla prudenza il posto che le spetta, come virtù moderna e necessaria per abitare la complessità del nostro tempo.

Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?

Il senso, lì dove non c’è o sembra non esserci, è l’amore: amare senza capire.

Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?

Avere l’opportunità di poter parlare, magari urlare, a un pubblico più ampio che la vita è ricca di colori significa avere la possibilità di trasformare un’esperienza intima in un messaggio universale.

La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?

Sì, profondamente. Persino il titolo «La parola e il silenzio dei Palatucci» suggerisce una dimensione musicale: la parola è il suono, il silenzio è la pausa che lo rende comprensibile.