Autore o autori: Annalisa Siano
Titolo dell’opera: Le Avventure di Siora e il ladro di cervelli
Casa editrice: Autopubblicazione (Amazon)
L’INTERVISTA
Il suo libro nasce da un’urgenza personale, da un’intuizione creativa o da una storia che ha cercato?
Il mio libro nasce dall’esigenza di incentivare le famiglie ad aprire un dialogo con i propri figli basato su temi sociali attuali, magari anche di difficile comprensione, ma utili nelle loro fasi di crescita.
Qual è il messaggio che lei spera che arrivi più forte al lettore, attraverso la sua opera?
Prendendo spunto dalle tematiche che tratto, mi piacerebbe che attraverso la mia favola i bambini crescessero con l’idea che la prevenzione è normalità e, soprattutto, che la vita reale e l’amicizia sono molto meglio dell’alienazione che deriva dalla dipendenza da smartphone in età minorile.
Qual è la frase, la scena o il personaggio del suo libro che più la rappresenta oggi?
Sicuramente la scena in cui Siora non riconosce più il suo amico Gabriel, perché rincitrullito dall’utilizzo spasmodico del cellulare, mi ricorda il mondo di oggi: diviso, alienato e regolato solo dall’ansia del giudizio e del consenso derivante dai social.
Cosa significa per lei essere qui, a Casa Sanremo Writers, e condividere il suo libro in questo contesto?
È una sfida vera e propria, poiché scrivo per un motivo semplice: non sono brava a parlare in pubblico. Spero quindi che questa esperienza mi sblocchi almeno un po’, anche perché ho ancora tante cose da dire!
La Vetrina di Casa Sanremo Writers si svolge durante la settimana del Festival di Sanremo: la musica dialoga con la sua scrittura?
Certo, la scrittura, come la musica, è legata all’arte, che secondo me regola le passioni nel mondo. C’è una canzone di Edoardo Bennato che dice «ogni favola è un gioco»: vorrei che, attraverso un semplice racconto fantastico, i bambini possano imparare a gestire fenomeni sociali, all’apparenza innocui, ma in realtà molto complessi.