Claudio Loreto – Liquirizia | Casa Sanremo Writers

L’autore Claudio Loreto è tra i finalisti del Concorso Casa Sanremo Writers 2022 – Opere Edite con il libro “Liquirizia”

 

Dall’esame della giuria, Claudio Loreto è risultato essere tra i finalisti del Concorso “Casa Sanremo Writers – Opere Edite”. Il suo romanzo, intitolato “Liquirizia“, ha convinto la commissione presieduta da Laura Delli Colli, giornalista e scrittrice già presidente del SNGCI e del Festival Internazionale del Film di Roma.

“Liquirizia” è un’opera pubblicata da Editrice Leucotea nell’ottobre 2019. Un’opera che si lascia scoprire, anche attraverso le parole dell’autore Claudio Loreto.

E noi ve lo presentiamo in questa intervista, in attesa di assistere alla serata conclusiva di Casa Sanremo Writers che si svolgerà durante la settimana del Festival.

 

Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Scrivere è per me una passione innata: da ragazzino, al termine della radiocronaca domenicale delle partite di calcio, mi precipitavo a redigere il mio commento tecnico, che il giorno successivo facevo leggere ai miei compagni di classe. Al liceo, oltreché tenere un riservatissimo diario personale, fantasticavo di diventare nientemeno che un reporter di guerra, tanto da iscrivermi poi alla facoltà di Scienze Politiche (indirizzo storico-giornalistico, naturalmente) con l’aspirazione di volare a Peshawar, in Pakistan, e da lì intrufolarmi nel confinante Afghanistan al seguito di qualche gruppo di mujaheddin in lotta contro l’invasore sovietico.

Desideravo, insomma, raccontare il mondo al mondo.

Quel giovane sognatore, in realtà, fece poi la medesima e molto meno avventurosa fine del “compagno di scuola” cantato da Antonello Venditti: seduto, cioè, dietro una scrivania di banca; senza perdere tuttavia quel fervido desiderio di riempire d’inchiostro i fogli in bianco. Così per svariati anni ho collaborato da “esterno” con quotidiani e riviste, scrivendo in particolare di Storia e di politica estera. Solo in anni recenti mi sono avventurato nella narrativa, inevitabilmente a sfondo storico.

 

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Il magma di emozioni e sentimenti che si agita dentro di me, in particolare quelli suscitatimi dalla montagna (pratico l’alpinismo), e la storia, definita “magistra vitae”, sebbene l’uomo persista nel non trarre alcun insegnamento dalle proprie vicende passate: un pessimo scolaro davvero!

I miei racconti brevi e i miei romanzi nascono da questo “connubio”. Mi si accendono all’improvviso nella mente, non architettati a tavolino, scorrendomi davanti agli occhi come fossero un film: “vedo” così personaggi inimmaginati fino a un minuto prima muoversi, gioire e soffrire dentro un inaspettato, anch’esso, momento storico, che osservo attentamente e che poi illustro. Parafrasando Umberto Eco, attraverso le mie storie vivo così più vite, in epoche diverse.

 

Parlaci dell’opera che hai inviato a Casa Sanremo Writers. Perché dovrebbe vincere il concorso?

“Liquirizia” (titolo sicuramente curioso per un racconto di guerra, ma che il lettore scoprirà poi avere un suo preciso perché) è stato pubblicato nell’ottobre 2019 dall’Editrice Leucotea e ha già ricevuto molteplici riconoscimenti (il secondo posto nella I edizione del premio letterario “Inchiostro di Mare” nonché l’inclusione tra i finalisti, menzioni d’onore o segnalazioni nei concorsi “Tre Colori”, “Un libro in vetrina”, “Città di Latina”, “Città di Cattolica” ed “Arcaista”).

Ѐ un romanzo avente come principale palcoscenico la spaventosa battaglia di Stalingrado, evento che ha dato una svolta decisiva alla II Guerra Mondiale e che ha dunque inciso profondamene sul corso della storia umana.

Il libro narra, più in particolare, di due ragazzi costretti a combattere da fronti opposti: Giuliano (uno studente universitario vestito da sottotenentino della VIII Armata Italiana in Russia) e la sovietica Tanja, giovane e promettente ballerina diventata suo malgrado un’abile cecchino. La battaglia incrocerà le loro esistenze: essi si parleranno, e si scopriranno. La loro vicenda è un invito a guardare in primo luogo nell’altro il suo cuore e la sua anima.

Propongo, pertanto, di leggerlo perché se non conosciamo il nostro passato non possiamo sperare in un mondo migliore; perché dobbiamo sforzarci di capire e possibilmente rispettare l’altro. Suggerisco inoltre di assaporarlo lentamente, proprio come fosse una… liquirizia, poiché narra anche – forse soprattutto –  di una storia d’amore, e senza amore la vita non è vita. E inoltre riserva, ve lo assicuro, intrecci avvincenti e sorprendenti colpi di scena.

 

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