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Antonio Cascone, la pasticceria d’autore a Casa Sanremo

Trentadue anni ma pasticciere da quando ne aveva soli 17, Antonio Cascone da sei edizioni porta la pasticceria d’autore a Casa Sanremo.Partito dalla cucina del ristorante di famiglia, Cascone si specializza nella realizzazione di dolci e torte, con fantasia, creatività ma soprattutto grande professionalità.

In quest’intervista ci racconta cosa vuol dire ricoprire questo ruolo in un evento così grande come Casa Sanremo:

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[su_spoiler title=”L’intervista ad Antonio Cascone” style=”fancy” open=”yes”]

[su_row][su_column size=”1/3″]antonio_cascone[/su_column] [su_column size=”2/3″]– Come sei arrivato a Casa Sanremo?

Ho preso parte per la prima volta a Casa Sanremo nel 2013, quando il Festival fu vinto da Marco Mengoni. In quell’edizione, per il vincitore, Mengoni appunto, preparai una torta di 45 kg con crema all’arancia, scaglie di cioccolato e amarene che ripeto uguale, ogni anno, per scaramanzia.

– E la torta per l’inaugurazione del 2018 come sarà?

Una sorpresa, sicuramente. Posso solo dire che quest’anno, in tutte le preparazioni, il mio motto sarà la semplicità nei minimi dettagli, realizzerò torte semplici, senza fronzoli ma dal grande gusto, poiché credo che è nella semplicità che si cela la grandezza.

– Come nasce la tua passione per questo mestiere?

Mi sono avvicinato alla cucina e, poi, alla pasticceria nel ristorante di famiglia. Da lì in poi diciamo che non mi sono più fermato.

– Tra tutti, quali dolci ami realizzare di più?

Preferisco tutti i dolci a base di cioccolato.

– E, invece, in generale, qual è la cosa che ami di più di Casa Sanremo?

La “Casa”, intesa come famiglia.

– La TV italiana abbonda di talent riservati a chef e pasticcieri, o aspiranti tali: tu cosa ne pensi?

I talent sono molto belli da vedere ma illudono i ragazzi che, magari, frequentano gli istituti alberghieri. Certo, ci sono tanti che hanno avuto un successo incredibile, che sono ormai degli showman, ma la maggior parte delle persone che sono dell’ambiente sanno che per fare questo mestiere ad un certo livello si deve essere disposti a lavorare anche 18-20 ore al giorno, anche se, come dico sempre io, “chi ama il suo lavoro non lavora”.

Posso dire che nell’epoca dei talent tutti vogliono apparire ma nessuno vuole essere.

– Cosa significa essere il pasticciere ufficiale in un evento così grande?

Avere una grande responsabilità, lasciando tutti a bocca aperta anzi, piena.

– In una parola, come sarà la prossima edizione di Casa Sanremo?

Una favola.

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