Autore: Carolina Giudice Caracciolo
Titolo dell’opera: Maschere dell’anima
- Ci presenti il libro, utilizzando solo tre aggettivi per descriverlo…
Emotivo, autentico, garbato.
- Da dove ha tratto l’ispirazione per la stesura di questo libro? C’è un aneddoto o una storia particolare che l’hanno spinta a scriverlo?
Sono una persona estremamente curiosa, amo osservare tutto ciò che accade intorno a me. È sempre interessante carpire i pensieri di ogni individuo, come affronta la propria quotidianità. Non è soltanto curiosità inopportuna, anzi, a volte possiamo comprendere meglio chi abbiamo davanti. Spesso mi sono trovata in situazioni dove ho potuto cogliere l’essenza umana, attraverso riflessioni sincere mai utopiche. L’anno scorso ho vissuto un periodo personale molto travagliato, scaturito da una grave perdita. Ero da sola, seduta a un tavolino di un bar, quando ho incrociato una persona nelle mie stesse condizioni : sola, assennata nei propri pensieri. Guardandola ho provato tenerezza, perché aveva lo stesso mio smarrimento. In quella circostanza analizzavo degli impulsi emozionali forti, che hanno generato nella mia mente l’avvio di una elaborazione personale. Quella contingenza è stata la chiave di apertura ad una potenza creativa che mi ha permesso raccontare una storia sulle fragilità umane e sui turbamenti interiori.
- Perché i lettori dovrebbero leggere il suo libro?
Sarei troppo banale se rispondessi dicendo che è una bellissima storia, non è quello che voglio. Penso solamente che sia bello poter dare una possibilità a un’autrice emergente e di giudicarla per ciò che scrive. Non è mai facile narrare certe tematiche, riuscire ad elaborare dei personaggi così complessi con tutte le loro sfaccettature interiori. Eppure, questa per me è stata una sfida che ho vinto, cercando di dare il massimo stilisticamente. Penso che soltanto questo potrebbe destare curiosità nei lettori, e mi auspico che mi diano una possibilità, apprezzando il mio libro. Qualsiasi sia il giudizio che vorranno darmi i lettori, sarà una possibilità per me di crescita in questo percorso di scrittura.
- Quando si scrive, si ha in mente sempre di arrivare a un destinatario specifico. A chi desidererebbe che arrivasse questo libro? A una persona in particolare, o a una platea più ampia?
Questo è un libro introspettivo dove si tenta di sviscerare degli argomenti complessi e, forse, troppo profondi per dei giovani inesperti di vita. Non è sempre facile raccontare dei temi così diversi tra loro, come la morte, l’adulterio e la rinascita emotiva. Credo fortemente che sia necessario avere una certa maturità per poterlo apprezzare fino in fondo. Questo libro lo dedico principalmente a mio padre, e poi a un pubblico maturo, idoneo a questo tipo di lettura. Il protagonista è un uomo: dunque, mi piacerebbe tantissimo che venisse giudicato soprattutto dal pubblico maschile. Sarebbe fantastico avere dei consensi su come abbia fatto a costruire una psicologia totalmente differente da quella femminile. Vedremo. Già fausta di essere arrivata fin qui!